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domenica 31 maggio 2015

E ADESSO? RIPETUTE, RIPETUTE, RIPETUTE



Trieste - Porto Vecchio: ideale per le ripetute 


“Corri, corri, corri e da maggio cominciamo a lavorare seriamente sulla preparazione. Intanto puntiamo, come allenamento, ad una mezza a fine marzo ed una ai primi di maggio”.
Mi ritornano in mente le parole che mi ha detto il direttore tecnico della mia società quando gli ho comunicato che sarei andata a New York per correre la mia prima maratona. Da allora mi segue da lontano: mi fornisce gli schemi di allenamento, mi indica le gare da fare, risponde ai miei dubbi e soprattutto mi incoraggia.
Abbiamo un modo particolare di comunicare: esclusivamente via mail. Non ci incontriamo mai, ognuno assorbito dalla propria vita, ma io so che c’è … e questo è tutto.
“Qualunque dubbio scrivimi: io, appena posso, ti rispondo” e la risposta non si fa mai attendere.
Lo contatto.
Il lunedì mattina post-gara gli scrivo per comunicargli l’esito della Bavisela.
“Benissimo … tre su tre fatte: è un ottimo allenamento sia per la corsa che per la mente. Per questa settimana recupera e complimenti per le tre su tre, obiettivo raggiunto!”.
La settimana di recupero passa veloce ed alla fine della settimana arriva la prossima tabella da seguire. Capisco da subito che le cose cominciano gradatamente a cambiare, è giunto il momento di aumentare i toni:  a maggio dovrò lavorare sulla velocità.
Obiettivo: 2 giugno la “Napoleonica”, corsa podistica di 8 chilometri, con diverse salite lungo il percorso, da affrontare “senza stress”.
Con il nuovo schema anche la prima importante raccomandazione: “Controlla il ferro perché, per le donne in particolare, ma per tutti gli atleti in generale, periodi di intenso allenamento possono provocarne il calo”.
In effetti gli esami rivelano che i miei livelli di ferro sono piuttosto bassi e il medico mi consiglia di integrarli per un paio di mesi. Mi sento stanca; decido di saltare un paio di lunghi e mi concentro sulle ripetute: i miei tempi stanno migliorando e questo mi incoraggia, ma la mia soddisfazione è destinata a durare poco perché se è vero che nelle ripetute sto migliorando, quando si tratta di mantenere un buon ritmo non resisto per più di quindici minuti.
Ormai ho completato la tabella e tra due giorni c’è la gara: non sono soddisfatta di come è andato l’allenamento questo mese, non mi sento di aver lavorato bene e penso di non partecipare … Ma se lo facessi sarebbe un po’ come arrendersi e non posso permettermelo. Mancano cinque mesi: mi sembrano pochissimi, ho ancora tanta strada da fare e non posso cominciare a mollare.

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