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mercoledì 6 maggio 2015

I PRIMI INSUCCESSI E LE PRIME SODDISFAZIONI - L'IMPORTANZA DELLO STRETCHING


L’errore più clamoroso che ricordo è stato quello di iscrivermi alla mia prima gara dopo solo tre mesi di allenamento: la prima edizione della Solo Women Run di circa 10 km.. 
Chissà cosa pensavo di fare! Sarà stato il percorso, tratti di asfalto alternati a tratti di sterrato che visto le forti piogge dei giorni precedenti erano pieni di fango, sarà stato il caldo …. Sono arrivata in fondo a fatica classificandomi 99a su 100 ( la centesima purtroppo era caduta e si era ritirata)... ma ad accogliermi (e raccogliermi) come una vincitrice c'erano comunque le mie amiche!


Solo Women Run 2013

Non mi sono scoraggiata: ho capito che dovevo cambiare qualcosa.
E così l’anno successivo ho ripreso gli allenamenti con più impegno e con più costanza.
Seguivo le tabelle scrupolosamente, uscita dopo uscita e i chilometri aumentavano mese dopo mese. Mi stavo preparando per la mia prima mezza maratona (obiettivo ambizioso, forse troppo) che avrei dovuto correre a maggio quando un infortunio mi ha bloccata: un’infiammazione al tendine di Achille. 
Stavo ancora sbagliando, ma non ho mollato. 
I soliti informati mi dicevano: “Un’infiammazione di questo tipo non passa più, ti durerà per sempre. Può darsi che starai meglio per un po’, ma appena riprendi ad allenarti seriamente, ritorneranno i problemi”.
Ho sofferto perché la corsa, se ti appassiona, ti entra nell’anima: questa pausa forzata in coincidenza con l’arrivo della primavera mi è costata, ma ho deciso di prendermi tutto il tempo necessario. Facevo fisioterapia, impacchi di argilla, ginnastica dolce a casa. Poi, dopo quaranta giorni, ho cominciato con le passeggiate: dieci minuti, quindici, venti ….
Il giorno che sono tornata sul lungomare per correre dopo tanto i miei primi trenta minuti di corsa confesso che avevo paura di farmi male di nuovo. 

Lungomare di Barcola (Trieste)

Era una bellissima domenica di sole e il viale era piuttosto affollato. Orologio alla mano ho cominciato con lo stretching: cinque minuti di esercizi per allungare il polpaccio e poi dieci minuti di corsa lenta. Ancora qualche minuto e ho provato ad aumentare: alla fine della mezzora ero tornata padrona del mio corpo e della mia mente. Della mia mente, sì, perché quello che ti da una buona corsa è che ti permette di aprirti la mente. Io corro spessissimo da sola e non voglio nemmeno ascoltare musica ed il bello è che non mi annoio …. Mi rilasso, mi concentro sui miei passi, ascolto il mio corpo e quando raggiungo il ritmo giusto i pensieri, è proprio il caso di dirlo, volano. Quante idee mi vengono mentre corro! 
Grazie all’inconveniente del tendine ho imparato a mie spese l’importanza dello stretching: non c’è seduta, da quella volta, che non inizi e non finisca con un buon allungamento muscolare.
Dopo quella mezzora non mi sono fermata per mesi: a giugno una gara di 8 km; a luglio una di 10 km e a novembre la mia prima mezza maratona all’ombra del motto: “L’importante è arrivare in fondo senza farmi male”.


Novembre 2014 - Mezza maratona di Palmanova: con Pilla all'arrivo














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