… E altre storie

sabato 2 maggio 2015

VI RACCONTO COME HO INIZIATO

Era da tanto che desideravo correre, ma non riuscivo a trovare lo stimolo giusto o un compagno con cui allenarmi fino a quando mi capitò sotto gli occhi una pubblicità che parlava di un corso di running per principianti che sarebbe iniziato da lì a pochi giorni.
Mi sono iscritta.
Era un freddo martedì di gennaio con tanto di pioggia, vento e persino un po’ di nevischio; l’appuntamento era al vecchio stadio per le h. 18.30. Fino all’ultimo non sapevo se presentarmi o no; avevo parcheggiato la macchina, ma non mi decidevo a scendere.
Mi vergognavo.
Mi vergognavo perché ero sola; mi vergognavo perché non avevo mai corso e sapevo di non saper correre; mi vergognavo perché, a parte le scarpe, indossavo indumenti di fortuna, compreso un vecchio K-way di mio marito due taglie più grande, che mi davano un’aria da sfigata …. Ma ho raccolto il mio coraggio e con i miei cinquant’anni sulla spalle ho iniziato il mio primo allenamento.
Il primo anno è stato bellissimo: ho trovato degli allenatori stupendi, dei compagni che poi sono diventati amici e, mano a mano che aumentavo la distanza percorsa, tanta soddisfazione e tanta adrenalina. Ho scoperto il significato di espressioni come : “la corsa libera endorfine ed aumenta il buonumore e l’autostima” o “la corsa fa bene alla mente”.
Provare per credere!
Le settimane passavano veloci, le giornate si allungavano, agli allenamenti si aggiungevano le cene con i nuovi amici. In primavera le prime uscite domenicali per le gare non competitive in compagnia: non avevo mai provato a fare sport con un gruppo e nemmeno a divertirmi allenandomi.

Vivicittà 2013 - I "Diretti" II° classificati come gruppo più numeroso

La corsa mi faceva sentire bene, indipendentemente dai chilometri, indipendentemente dai tempi.
La prima volta che l’allenatore mi ha detto di correre per tre chilometri di fila senza fermarmi la mia reazione è stata: “Non ce la farò mai”.
Ce l’ho fatta.
A tappe, piano, seguendo il mio ritmo: qualche minuto di corsa, qualche minuto di camminata per permettermi di riprendere fiato, poi di nuovo di corsa …. E ogni volta che riprendevo la mia corsa il traguardo si avvicinava ed io ero sempre più determinata ad arrivare in fondo.
Con il passare dei mesi ho imparato a correre anche da sola perché non sempre esigenze e orari coincidono con quelle degli altri: con il sole e con il freddo; in riva al mare e in collina; di giorno e di sera. Non mi vergogno più. Prima e dopo la corsa mi fermo a fare alcuni minuti di stretching, incurante della gente che mi passa intorno, che forse mi guarda o forse no, soddisfatta della mia fatica e forte di essere arrivata. E un po’ alla volta ho aumentato la distanza fino a correre quei primi tre chilometri senza fermarmi.
... Non è stato facile: sono stati necessari tempo, costanza e dedizione; ho commesso errori e sofferto infortuni.













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