… E altre storie

giovedì 18 giugno 2015

NEW YORK SI AVVICINA



Sembra strano dirlo quando mancano ancora quasi cinque mesi, ma New York si avvicina.
I più esperti, quelli che hanno già corso una o meglio alcune maratone, non hanno ancora cominciato la  loro preparazione. Per loro sono sufficienti alcune settimane per arrivare preparati all’appuntamento del primo novembre. Agli esordienti, come me, occorre sicuramente molto di più. Non possiamo essere approssimativi e sperare di farcela. E’ un lavoro di mesi: costante, meticoloso, continuo, settimana dopo settimana, senza mai mollare.
In due anni, senza aver mai corso prima, sono passata da zero a ventun chilometri; adesso sto scalpitando perché sono curiosa di affrontare percorsi più lunghi, sono curiosa di vedere come reagirò e se ce la farò: è il mio sogno che è diventato anche la mia sfida quotidiana. 
Ci sono dei giorni in cui mi sento in ottima forma, affronto gli allenamenti piena di energia e sono  mentalmente carica.
Ci sono dei giorni, pochi per fortuna, in cui mi sento fiacca e faccio fatica ad indossare le mie scarpe da running ed allora penso: “La maratona? Il blog? Perché non correre per puro divertimento e basta e non sentirmi in colpa quando (raramente in effetti) salto un allenamento?”
Mi rispondo da sola: non amo le cose semplici, tuttaltro; amo le cose che quando le fai ti procurano vera soddisfazione perché sono solo queste quelle che ti lasciano qualcosa dentro.
Correre con il caldo o la sera o la domenica, togliendo lo spazio ad un aperitivo, ad un’uscita con gli amici o semplicemente privandomi di un paio d’ore di sonno o di una sosta sul divano: mi piace, fa parte della mia vita di oggi. 
Spesso rispettare una tabella significa anche fare le capriole per non lasciare tutto il resto indietro, significa programmare ogni piccola attività quotidiana: dalla spesa alla lavatrice, dalla passeggiata con Pilla (la mia cucciola) alla cena da preparare. Eppure non sono disposta a rinunciare: mi auguro solo che non ci siano troppi imprevisti sulla mia strada da qui a New York.
Intanto l’agenzia ad inizio giugno ci ha chiesto di versare il secondo acconto, eppure io sono ancora ben lontana da immaginare quello che succederà tra qualche mese. 
Ogni tanto curioso sul web e leggo le testimonianze di chi la maratona di New York l’ha già corsa. Il denominatore comune, quello su cui tutti concordano, è la grandissima partecipazione di folla, il tifo di circa cinquanta milioni di persone che costeggiano il percorso cantando, inneggiando, chiamandoti per nome se hai scritto il tuo nome sulla maglietta, dandoti il cinque … Tutto questo fa di New York la maratona più popolare, quella che val la pena correre almeno una volta. 
Leggendo in rete sembra impossibile non farcela. Sarà l'entusiasmo che traspare dai racconti, sarà l’euforia di questa grandissima festa del podismo, sarà il folklore del pubblico … sarà semplicemente New York.


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