… E altre storie

martedì 29 settembre 2015

TRA UN MESE SI PARTE !!!


Domenica ho messo altri 32 chilometri nelle gambe.
Ormai ci siamo, un mese passa in fretta: tante immagini, pensieri, schemi, incertezze, ma, sopra a tutto, gioia e soddisfazione.
Comunque andrà questa avventura resterà nella mia vita, per sempre.
Benché  negli ultimi mesi il pensiero della maratona mi abbia accompagnata costantemente, non metto ancora a fuoco che stia capitando proprio a me e questo forse è il miglio modo per vivere la preparazione.
Altre due settimane di carico e poi sarà adrenalina pura :)

martedì 22 settembre 2015

MARATONINA DI UDINE: IL PERSONALE MIGLIORA




E anche la maratonina di Udine è andata regalandomi la soddisfazione tutta personale di aver migliorato i miei tempi: venti minuti sulla mia prima mezza maratona dieci mesi fa a Palmanova e otto sulla mezza della Bavisela lo scorso maggio.
Da allora ho messo chilometri nelle gambe, come si dice in gergo, e ieri ho voluto provare a spingere un po' di più: risultato soddisfacente, ma il pensiero corre velocissimo a New York.
... Sono ancora lontana dal correre quei fatidici 42 chilometri!
Solo quattro mesi fa scrivevo (post del 24 aprile): "Ho prenotato il pettorale per la maratona di New York con una buona dose d’incoscienza e tanto entusiasmo, decisa a partecipare e ad arrivare al traguardo, possibilmente senza farmi male" 
Ripensandoci adesso rivedo l'entusiasmo, ma anche tanta incoscienza: sapevo che la preparazione  saebbe stata impegnativa, ma non potevo immaginare quanto!
Man mano passano le settimane ed aumento i carichi di allenamento la fatica si fa senitre: acquisisco una consapevolezza sempre maggiore dell'impegno che mi sono data ed insieme ad essa la preoccupazione di non riuscire a sostenerne il carico.
Non dimentico però l'obiettivo finale: arrivare al traguardo senza farmi male.
E' su questo che sto lavorando ed è per questo che ho aggiunto alle corse un po' di esercizi in palestra per rinforzare i muscoli delle gambe e gli addominali e cerco di seguire una dieta più ricca di proteine.
Dopo tutta questa disciplina domenica ho affrontato la gara in tutta serenità; avevo deciso di affiancarmi ai pacemaker delle due ore e di seguirli fin quando avrei potuto.
Ho resistito per i primi 6 km, poi ho comincinciato a rallentare.
Vedevo i palloncini bianchi che si allontanavano a poco a poco, mentre la gente intorno a me si sparpagliava. I dati ufficiali parlano di 2003 iscritti; la classifica indica solo 1619 arrivati: dove si sono persi gli altri?
Ho fatto una gara tranquilla, senza sforzare e senza sbavature. Ho corso la prima ora ai miei tempi migliori (9,7 Km.); verso l'ora e mezza ho cominciato a rallentare (14,5 Km.). E' stato più o meno a questo punto che mi hanno affiancato Isa e Fabio, anche loro in preparazione per New York, ma con più esperienza alle spalle. Uno scambio di battute, due parole: ho ripreso coraggio e mi sono impegnata per gli ultimi chilometri.

Gruppo Bavisela alla Mezza di Udine

Ho tagliato il traguardo abbastanza soddisfatta perché, in fondo, si può sempre migliorare.

16a Maratonina di Udine


venerdì 18 settembre 2015

DOMENICA SCORSA UN ALTRO LUNGHISSIMO DI 21 KM.


Dieci mesi fa la mia prima mezza maratona: oggi corro 21 chilometri come allenamento.
Sembra impossibile, ma i parametri cambiano. 
Nelle ultime settimane ho aumentato i chilometri... e la fatica.
Nel mese di luglio ho corso in allenamento 50 chilometri: in agosto 170.
Mentre accumulo chilometri su chilometri penso a tante cose, i giorni scorrono veloci ed io vorrei riuscire ad arrivare dappertutto; sono una perfezionista e quindi molto severa con me stessa e difficilmente contenta dei risultati: c'è sempre qualcosa che potrei fare meglio.
Per questo quando inaspettate arrivano delle piccole conferme mi ricarico e riparto più convinta di prima.
La cosa che mi sorprende di più è che spesso arrivo agli allenamenti stressata e stanca, dopo aver scavato il tempo necessario tra i mille impegni quotidiani: ebbene dopo una ripetuta, o una serie di addominali o un lungo, mi sento rilassata e felice e penso a quanto tempo ho perso avendo iniziato a fare sport così tardi se fare sport mi fa sentire così bene.
Martedì sera dopo tanto tempo allenamento con gli amici runners, o meglio con i superstiti del mio gruppo originale: solo quattro, ma buoni.
Abbiamo corso un'ora insieme, chiacchierando e raccontandoci delle nostre ultime settimane e questo fa bene al cuore. Avevo bisogno di aver intorno le mie amiche, dopo tante uscite da sola. E  le loro parole di incoraggiamento, le loro domande, i loro apprezzamenti, proprio adesso che la fatica comincia a farsi sentire, mi hanno ricaricato.
Domenica parteciperò alla maratonina di Udine.
L'allenamento in realtà prevede un'uscita di 36 chilometri, ma ho voglia di una gara.
Sì, proprio io; io che non mi sono mai messa in competizione, che ho sempre evitato gli scontri, che ho sempre cercato la strada più semplice, ho voglia di una bella corsa in compagnia: voglio correre leggera, senza preoccuparmi del percorso, dei rifornimenti, delle macchine o della gente. Voglio correre solo per divertirmi.
Ma non finirà qui, a riprova del fatto che i parametri cambiano: il mio coach mi consente di partecipare alla mezza maratona, ma "consiglia" tre chilometri di riscaldamento ed almeno altri sei o sette da correre la sera al rientro a Trieste.
Cosa dite, mi sto veramente ammalando di corsa ?

mercoledì 9 settembre 2015

32 CHILOMETRI DI ....



Ed ecco che arriva il primo lunghissimo di settembre: 32 chilometri.
Dopo l'esperienza dell'ultima domenica di agosto (www.sognadonewyork.it post del 01/09: "Di nuovo a quota 0..") questa volta non voglio sbagliare.
Comincio con una buona colazione: pasta integrale, thé con fette biscottate e miele, noci.
Le temperature sono scese e decido all'ultimo  di abbandonare l'altipiano per il lungomare: farà un po' più caldo, ma qui le fontane non mancano e in questo modo non avrò problemi per rifornirmi durante l'allenamento.
Memore dell'esperienza precedente, vado in uno dei  negozi Puntobenessere  per farmi consigliare sugli integratori da assumere. Ce ne sono veramente tanti in commercio ed io sono stata sempre restia a prenderli, ma i 32 chilometri mi spaventano e vorrei essere sicura di avere le energie necessarie per affrontarli al meglio. Ho trovato un proprietario preparato e gentile e quello che mi è piaciuto di più è che non ha fatto nulla per spingermi a usarne più dello stretto necessario. Mi ha consigliato una bustina di carboidrati in gel da assumere più o meno verso il ventesimo chilometro: "Prova intanto questo e la prossima volta mi dici come è andata e perfezioniamo".
Sento di essermi preparata bene, anche psicologicamente, ma sono comunque preoccupata. Trentadue chilometri sono una follia per me: solo un anno fa mi stavo allenando per la mia prima mezza maratona e già riuscire a correre per dodici chilometri senza fermarmi era una conquista.
Oggi, tabella dopo tabella, sto aumentando le distanze.
Le ripetute di maggio e di giugno non passavano mai, ma mi hanno permesso di aumentare la velocità; i lunghissimi esponenziali di agosto mi hanno portato nel giro di poche settimane a superare i trenta chilometri ...
Adesso mi sembra che tutto stia andando velocemente, troppo velocemente: manca un soffio per New York e fatico a credere che tocchi veramente a me.
Sono proiettata in qualcosa che non so se raggiungerò.
Il lancio è iniziato e la meta si avvicina rapidamente: l'importante è fara touchdown ...a poco a poco, passo dopo passo, allenamento dopo allenamento, iarda dopo iarda, chilometro dopo chilometro.



Arrivata ad oggi  mi rendo conto che gli allenamenti, seppur regolari e costanti, non bastano: bisogna premere sull’acceleratore e cercare di non trascurare nulla. 
La maratona è un pensiero che a poco a poco invade tutti gli step della tua giornata: all' impegno si aggiunge l'impegno, alla fatica si somma la fatica.... Ma ormai sono in ballo: non è permesso fermarsi.

Ho concluso il mio lunghissimo, i miei primi 32 chilometri.


E' andata decisamente meglio dell'ultima volta; niente muro, sono arrivata in fondo, ma c'è ancora parecchio da lavorare.




martedì 1 settembre 2015

1 SETTEMBRE - 1 NOVEMBRE: DUE MESI ALL'ALBA


Il calendario scorre veloce e a questo punto mancano solo due mesi.
I tempi cominciano a stringere: ho ottenuto l'autorizzazione Esta per il visto di ingresso negli Stati Uniti e a giorni verserò il saldo per il viaggio ed il soggiorno.
La tabella di settembre prevede un crescendo di chilometri: 32, 21 (finalmente un po' di recupero), 36 e di nuovo 32.
Oggi mi concedo ancora un giorno di riposo vista la fatica di domenica scorsa e  sposto l'allenamento a domani. 
In calendario ho l'appuntamento con una nutrizionista: aumentano i chilometri ed aumenta anche la necessità di alimentarsi al meglio, soprattutto per chi come me non ha molte riserve da spendere.


DI NUOVO A QUOTA 0 m. E FINE DEGLI ALLENAMENTI DI AGOSTO



Arriviamo a Trieste dopo un viaggio lungo, ma tranquillo anticipando il traffico del primo grande rientro dalle vacanze.
Domani mattina mi aspetta il lunghissimo di 24 chilometri. Sto per fare il giro di boa: correrò per la prima volta una distanza superiore ai 21,097 chilometri della mezza maratona e non ho tempo di rimpiangere le vacanze che finiscono e l'autunno che ci aspetta ... Quest'anno è diverso: sono proiettata a novembre. Mancano poco più di due mesi: gli allenamenti si intensificano, l'adrenalina sale e comincio forse per la prima volta a pensare che grande cosa sto per fare.
In passato associavo al termine "maratona" qualcosa di improponibile e di irraggiungibile; non dico di irrealizzabile perché mai e poi mai avrei anche minimamente immaginato in un qualunque momento della mia vita di partecipare ad una maratona.
Ero una ragazzina quando rimasi affascinata ascoltando la storia della battaglia di Maratona e del suo eroe; ero una ragazzina notoriamente pigra e anti-sportiva e non potei che commuovermi alla notizia della morte del giovane che aveva corso ininterrottamente da Maratona ad Atene per annunciare la sconfitta dell'esercito persiano.


.Ed oggi eccomi qua: medi, lunghi, lunghissimi, ripetute, allunghi, tutti termini che ho imparato a conoscere settimana dopo settimana, mese dopo mese e che ho sperimentato sulle mia gambe sino a farli diventare parte integrante delle mie giornate.
Preoccupata per l'insuccesso del lunghissimo di Genova (www.sognandonewyork.it -  25 Agosto 2015 - Da 0 a 2.050 m.  (s.l.m.)) mi preparo mentalmente ad affrontare nel migliore dei modi quello di 24 chilometri.
Fa caldo, ma non caldissimo.
Parto in salita, leggera ma costante, per quasi 4 chilometri. Percorro la Napoleonica da Prosecco verso Opicina. Ci sono diverse persone che passeggiano, ma non mi disturbano. Arrivo alla prima fontana e assaggio un po' d'acqua fresca. Costruisco il percorso al momento: alterno sterrato ad asfalto; leggeri pendii e salite a tratti in discesa; corse a bordo strada a corse nel bosco fino a percorrere un anello di 12 chilometri che ripeterò per due volte.Concludo accaldata, ma felice.



Dopo un paio di giorni la tabella prevede "un'ora a sensazione" ed io ne approfitto per correre finalmente in compagnia dopo tante uscite in solitaria. Mi incontro con Paolo, anche lui verrà a New York, ed iniziamo l'allenamento chiaccherando e confrontandoci sui nostri risultati.L'idea dei chilometri che dobbiamo ancora correre e dei due mesi che mancano alla maratona  comincia a turbarci: abbiamo ancora una manciata di settimane, poco più, e ci sembra impossibile riuscire a correre per 42 chilometri! Ma l'allegria non manca, in fondo andremo lì per divertirci.


E' con grande grinta che affronto le ripetute miste dell'allenamento successivo.
La prima è impegnativa: 5 chilometri.  Parto decisa a realizzare un buon risultato ed in effetti concludo sotto i 6 minuti segnando il mio miglior tempo per la percorrenza di 5 chilometri: 29' 30".
Ed arriva di nuovo il momento del lunghissimo, questa volta 28 chilometri.
Dal momento che abbiamo avuto l'ennesima impennata delle temperature, aspetto la sera per iniziare ad allenarmi. Corro spedita e sicura per 24 chilometri; al 25mo comincio a sentire la fatica, ma sono gli ultimi tre chilometri che mi mettono in difficoltà. Mi costano molto perchè ad un certo punto mi sembra di avere due pezzi di legno al posto delle gambe: è una sensazione di cui ho sentito parlare, ma che per fortuna non ho mai provato prima. Non voglio interrompere l'allenamento. Cerco di fare un rapido stretching, ma anche solo sollevare le gambe per appoggiarle su un muretto diventa un'impresa. Riparto a testa bassa: la mia andatura di un paio d'ore fa, ha lasciato posto a un corpo chino che avanza quasi strascicando i piedi.
Che mi succede? Dove ho sbagliato?
Ho tutta una serie di risposte, ma la più corretta credo sia che durante tutto l'allenamento ho integrato solo i liquidi, preoccupandomi di compensarne la grande perdita dovuta all'alta umidità della serata. Non ho assunto invece nessun integratore di carboidrati o mangiato un pezzo di banana o di cioccolato o di qualcosa che mi permettesse di reintegrare le mie riserve energetiche: ho consumato tutto ed il motore si è spento.
Concludo lentamente, molto lentamente ...