… E altre storie

martedì 1 settembre 2015

DI NUOVO A QUOTA 0 m. E FINE DEGLI ALLENAMENTI DI AGOSTO



Arriviamo a Trieste dopo un viaggio lungo, ma tranquillo anticipando il traffico del primo grande rientro dalle vacanze.
Domani mattina mi aspetta il lunghissimo di 24 chilometri. Sto per fare il giro di boa: correrò per la prima volta una distanza superiore ai 21,097 chilometri della mezza maratona e non ho tempo di rimpiangere le vacanze che finiscono e l'autunno che ci aspetta ... Quest'anno è diverso: sono proiettata a novembre. Mancano poco più di due mesi: gli allenamenti si intensificano, l'adrenalina sale e comincio forse per la prima volta a pensare che grande cosa sto per fare.
In passato associavo al termine "maratona" qualcosa di improponibile e di irraggiungibile; non dico di irrealizzabile perché mai e poi mai avrei anche minimamente immaginato in un qualunque momento della mia vita di partecipare ad una maratona.
Ero una ragazzina quando rimasi affascinata ascoltando la storia della battaglia di Maratona e del suo eroe; ero una ragazzina notoriamente pigra e anti-sportiva e non potei che commuovermi alla notizia della morte del giovane che aveva corso ininterrottamente da Maratona ad Atene per annunciare la sconfitta dell'esercito persiano.


.Ed oggi eccomi qua: medi, lunghi, lunghissimi, ripetute, allunghi, tutti termini che ho imparato a conoscere settimana dopo settimana, mese dopo mese e che ho sperimentato sulle mia gambe sino a farli diventare parte integrante delle mie giornate.
Preoccupata per l'insuccesso del lunghissimo di Genova (www.sognandonewyork.it -  25 Agosto 2015 - Da 0 a 2.050 m.  (s.l.m.)) mi preparo mentalmente ad affrontare nel migliore dei modi quello di 24 chilometri.
Fa caldo, ma non caldissimo.
Parto in salita, leggera ma costante, per quasi 4 chilometri. Percorro la Napoleonica da Prosecco verso Opicina. Ci sono diverse persone che passeggiano, ma non mi disturbano. Arrivo alla prima fontana e assaggio un po' d'acqua fresca. Costruisco il percorso al momento: alterno sterrato ad asfalto; leggeri pendii e salite a tratti in discesa; corse a bordo strada a corse nel bosco fino a percorrere un anello di 12 chilometri che ripeterò per due volte.Concludo accaldata, ma felice.



Dopo un paio di giorni la tabella prevede "un'ora a sensazione" ed io ne approfitto per correre finalmente in compagnia dopo tante uscite in solitaria. Mi incontro con Paolo, anche lui verrà a New York, ed iniziamo l'allenamento chiaccherando e confrontandoci sui nostri risultati.L'idea dei chilometri che dobbiamo ancora correre e dei due mesi che mancano alla maratona  comincia a turbarci: abbiamo ancora una manciata di settimane, poco più, e ci sembra impossibile riuscire a correre per 42 chilometri! Ma l'allegria non manca, in fondo andremo lì per divertirci.


E' con grande grinta che affronto le ripetute miste dell'allenamento successivo.
La prima è impegnativa: 5 chilometri.  Parto decisa a realizzare un buon risultato ed in effetti concludo sotto i 6 minuti segnando il mio miglior tempo per la percorrenza di 5 chilometri: 29' 30".
Ed arriva di nuovo il momento del lunghissimo, questa volta 28 chilometri.
Dal momento che abbiamo avuto l'ennesima impennata delle temperature, aspetto la sera per iniziare ad allenarmi. Corro spedita e sicura per 24 chilometri; al 25mo comincio a sentire la fatica, ma sono gli ultimi tre chilometri che mi mettono in difficoltà. Mi costano molto perchè ad un certo punto mi sembra di avere due pezzi di legno al posto delle gambe: è una sensazione di cui ho sentito parlare, ma che per fortuna non ho mai provato prima. Non voglio interrompere l'allenamento. Cerco di fare un rapido stretching, ma anche solo sollevare le gambe per appoggiarle su un muretto diventa un'impresa. Riparto a testa bassa: la mia andatura di un paio d'ore fa, ha lasciato posto a un corpo chino che avanza quasi strascicando i piedi.
Che mi succede? Dove ho sbagliato?
Ho tutta una serie di risposte, ma la più corretta credo sia che durante tutto l'allenamento ho integrato solo i liquidi, preoccupandomi di compensarne la grande perdita dovuta all'alta umidità della serata. Non ho assunto invece nessun integratore di carboidrati o mangiato un pezzo di banana o di cioccolato o di qualcosa che mi permettesse di reintegrare le mie riserve energetiche: ho consumato tutto ed il motore si è spento.
Concludo lentamente, molto lentamente ...






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