… E altre storie

sabato 12 dicembre 2015

DI CORSA PER TELETHON


Oggi alle h. 15.00 comincerà la 17a Staffetta Telethon 24 per un'ora che si concluderà domenica 13 dicembre alla stessa ora.
11.000 le persone coinvolte: ben 393 squadre partecipanti e 1.600 ragazzi delle scuole friulane che stamattina alle 9.30 hanno dato il via all' 11esima Staffetta Giovani.
Tutti uniti all'insegna della solidarietà e della corsa ... Non poteva mancare Asd Bavisela presente con 24 dei suoi atleti che si alterneranno ininterrottamente nel corso delle 24 ore.
La manifestazione promuove la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica per le malattie genetiche rare ... Un fine settimane diverso per aiutare e sostenere chi è meno fortunato di noi.





sabato 5 dicembre 2015

RIENTRO IN ALBERGO



E poi?
Poi succede tutto insieme: mi mettono la medaglia al collo, mi coprono con un poncho, mi fotografano.


Non puoi fermarti, non puoi tornare indietro. Siamo tutti gentilmente incanalati verso l'uscita del parco. Mentre cammino con il sorriso stampato sulla faccia vedo dei medici che portano a spalla un runner; altri che chiedono strada per soccorrere qualcuno che è scivolato sulle sue gambe; amici che si sorreggono a vicenda. Mi indirizzano verso un pannello blu per la foto di rito con la medaglia e ricordo che ho chiesto: " Some water, please " .


Mi fanno cenno di continuare e dopo pochi passi mi mettono in mano una borsa con dei generi alimentari. Mi allontano ancora un po' e mi siedo: appoggiata a una transenna con il mio poncho, la mia medaglia e il mio sorriso prendo una bibita per reintegrare le proteine e mi godo lo spettacolo che mi passa davanti.
Sembrano tanti reduci che hanno vinto una guerra: qualcuno è ferito, ma non ci fa caso. Hanno tutti un cuore pieno di emozioni da raccontare. Sono scompigliati, sudati, spettinati ... ma hanno tutti la loro medaglia al collo.
Ho un ultimo compito: rientrare in albergo. Ieri sera mi sono messa in tasca un biglietto della metropolitana: " Qualunque cosa ci troviamo in albergo".
So che a pochi metri c'è Gianni e con lui Rita, Micol, Rado, Sandra, Pino, ma impossibile pensare di trovarci.
Non ho il telefono con me e quindi non posso fare quello che più desidererei fare adesso: chiamarlo, chiamare casa, parlare con tutti per dire che ce l'ho fatta.
Il mio "Sognando New York" è realtà, una bellissima realtà.
Riprendo a camminare per raggiungere la metro e tornare in albergo: sono solo due fermate, ma passano parecchi minuti prima di uscire da Central Park e ci vorrà un'ora per arrivare in albergo. All'uscita del parco buttiamo il primo poncho  per indossarne uno blu, molto più caldo del primo: pile all'interno e impermeabile all'esterno.




La folla dei runners comincia a sparpagliarsi, ognuno nella sua direzione, ma il pubblico di New York non ci abbandona ancora: per strada, sui marciapiedi, ai semafori mi salutano, mi sorridono, mi dicono "Brava ", "Good job",  mi chiedono che tempo ho fatto, da che Paese vengo e quando dico che è la mia prima maratona se ne escono con un "Super" che mi fa pensare di aver fatto veramente qualcosa di speciale.
In albergo trovo finalmente alcuni dei miei amici nella hall che mi comunicano il mio Official Time: 4 h. 43' 05"e si complimentano con me perché ho mantenuto un andatura costante per tutta la corsa.
Una foto, uno scambio di battute, ma è il momento di salire in camera.


Apro il telefono e trovo già due messaggi dall'Italia: i miei genitori e mia sorella.
"Complimenti, sei stata bravissima!!!" "Sei forte!".
Ma come fanno a sapere che sono arrivata?
Li chiamo subito: sento la loro gioia, la loro emozione. Con la apple della NYC Marathon, inserendo il mio numero di pettorale, hanno seguito in diretta dall'Italia il mio puntino arancione che si muoveva lungo la mappa del percorso.
La soddisfazione dei miei genitori è la mia soddisfazione, la loro gioia la mia gioia e quel giorno so di aver regalato loro dei bei momenti.
Arrivano i primi messaggi e i complimenti si sprecano: grande, forte, brava, fantastica ... sono tutti
orgogliosi di me. 
La giornata non è ancora finita: stasera tutti a cena insieme per festeggiare e per festeggiare anche Fabio che oggi ha compiuto cinquantanni: cinquantanni e Maratona di New York lo stesso giorno, scusate se è poco!
Ci riuniamo intorno a un tavolo: runners, accompagnatori, stampa. Brindiamo, ridiamo, raccontiamo, ancora non abbastanza stanchi....
La mattina dopo mi sveglio prestissimo,con l'adrenalina ancora in circolo; scendo piano ma prima di far colazione esco. In una via di New York, nell'umidità del mattino perché nella hall il cellulare non ha campo, chiacchiero a lungo con mia madre perché oggi è il suo compleanno: le racconto della corsa, della gioia, della gente, della soddisfazione, di come tutto sia bello dall'altra parte dell'Oceano dove lei non è mai stata. Scopro che quella notte il papà era così contento e emozionato da non riuscire a prendere sonno. Mi sento dire ancora una volta che sono stata brava e questa è la mia vittoria più grande.
Faccio pochi passi: all'angolo c'è la sede del New York Times. Secondo la tradizione oggi il giornale è uscito con un inserto speciale sulla Maratona e pubblica i nomi di tutti quelli che l'hanno conclusa sotto le cinque ore.


Sfoglio le pagine in cerca del mio nome: eccolo là, piccolissimo:
Lugnani, P., 53 F  ................. 04:43:05
Ma la vera sorpresa è vedere la posizione.



Abbiamo ancora poche ore da trascorrere a New York ...
L'ultimo appuntamento di questa trasferta è a Times Square per la foto di gruppo con la medaglia.



Siamo tanti puntini azzurri nelle piazza che più di ogni altra rappresenta il consumismo americano con i suoi numerosi e grandi cartelloni pubblicitari animati e digitali ed evidentemente non passiamo inosservati perché ad un certo punto sento una voce alle mie spalle:
" Ma tu non sei Paola?"
Mi giro con tutto il mio stupore
"Mi riconosci?"
"Francesco? Francesco del Gruppo Bat??  Non è possibile!".
Francesco l'ho conosciuto in facebook perché fa parte di un gruppo che ha partecipato alla Maratona di New York.
Ci siamo seguiti durante questi mesi: lui il mio blog ed io la sua pagina facebook, condividendo allenamenti e gare ed oggi anche la grande emozione che New York ha saputo darci.
Mi sembra giusto chiudere questo racconto con la fotografia di Francesco e mia sulla scala di Times Square.



"Sognando New York - la mia prima maratona" tornerà con altri racconti, altre esperienze "di corsa"e magari, in primavera, con un'altra maratona.