… E altre storie

mercoledì 23 marzo 2016

CORSA E FEBBRE


Dopo l'uscita in gruppo di martedì scorso con i ragazzi del triathlon comincio ad organizzarmi per gli allenamenti del week end: venerdì 5 km. a ritmo gara e domenica lunghissimo di 24 km.. Si sta finalmente prospettando un fine settimana non particolarmente impegnativo, con la primavera che proprio in questi giorni inizia a farsi sentire e che sembra archiviare, almeno per il momento, le precedenti giornate di pioggia
Invece da giovedì comincio a non star bene e ad interrogarmi sul da farsi: non proprio influenza, altrimenti sarebbe stato semplice decidere di rinunciare, quanto piuttosto quegli stati di raffreddamento che ti fanno stare in bilico tra la decisione di rintanarti in casa e quella di continuare tranquillamente con le tue attività, con il rischio di prolungare oltre modo il periodo d'indisposizione.
Decido saggiamente di rinunciare all'uscita di 5 km. per dedicarmi completamente al lunghissimo, fiduciosa che in un paio di giorni sarò di nuovo in forma.
Purtroppo però domenica mi si pone nuovamente l'interrogativo se rinunciare ad allenarmi: non voglio perdere un lunghissimo, in questa fase l'uscita più importante della settimana, ma dopo tanti ripensamenti devo a malincuore ammettere che sono troppo debole per correre così a lungo. Per trovare una risposta alla mia indecisione ricorro persino a Google dove trovo la "Regola  del collo " di David Nieman: 58 maratone all'attivo ed alcune ultramaratone.
In base a questa regola se i sintomi sono localizzati al di sotto del collo (tosse o bronchite) è consigliabile un po' di riposo, se invece si trovano al di sopra (raffreddore) non ci sono controindicazioni per affrontare l'allenamento. ... Ad avvalorare questa tesi una serie di studi e di ricerche compiuti sui corridori in diverse situazioni ed alcuni consigli sulla distanza limite da percorrere in presenza di semplice raffreddore, febbre o sinusite ...
Tutto molto interessante, ma forse un po' eccessivo: senza nulla togliere a queste riflessioni la regola d'oro per me è sempre quella banale, ma mai scontata, di "imparare ad ascoltare il proprio corpo". Sembra facile, ma spesso la nostra attenzione è troppo attratta da quello che accade fuori di noi e trascuriamo segnali importanti. 
Tra circa un mese partirò per Zurigo: concludo che è meglio essere prudenti.
E cosi, in questa prima domenica di primavera, mentre i miei amici su facebook postano immagini di gare podistiche, piste da sci, allenamenti di gruppo, mi ritrovo insolitamente ferma.


Oggi ho ripreso ad allenarmi e il Tempo mi ha regalato una serata di Bora; eravamo in gruppo e abbiamo fatto un po' di ripetute. Non sono ancora in forma, ma ho cercato di impegnarmi: nonostante il raffreddore mi impedisse di respirare bene, ho concluso insieme agli altri. 
Tra un paio di giorni mi aspettano 13 km. a ritmo gara ed un lunghissimo di 32 chilometri .... Zurigo è nell'aria. 

lunedì 14 marzo 2016

BORA E CORSA


Questo fine settimana ci regala un week di Bora con raffiche sopra i 100/Km orari. La meta si avvicina rapidamente e non posso permettermi di perdere gli allenamenti, soprattutto se si tratta di lunghissimi.
Vista l'impossibilità di correre sul lungomare, mi dirigo sull'altipiano: scelgo il percorso della Napoleonica con ritorno nel bosco lungo la via Crucis sperando che qui la forza del vento si attenui e con il doppio beneficio di sperimentare un po' di salite.
Arrivo al parcheggio a mezzogiorno e fatico a trovare un posto: in queste giornate di vento sferzante i Triestini amano passeggiare alla ricerca di luoghi riparati da dove possano godere la bellezza del paesaggio, soprattutto la domenica prima di recarsi a pranzo in una delle tante trattorie dell'Altopiano.
La Bora ha un fascino tutto suo: o la ami o la odi. Se pulisce il cielo da nuvole e smog però è sempre la benvenuta.
Sono in tanti ad affollare la strada, coperti da sciarpe e berretti: chi passeggia da solo, chi porta il cane; alcuni corrono e molti arrampicano lungo le pareti verticali di roccia che ne caratterizzano l'inizio.
Il sentiero è soleggiato e per gran parte al riparo della Bora. Quando arrivo in prossimità dell'Obelisco però le raffiche si fanno sentire in tutta la loro intensità e nel tragitto verso il quadrivio sono ancora più insistenti. Svolto a fatica verso la Strada Provinciale n. 35; raggiungo il parcheggio delle roulottes e mi inoltro nel bosco dove il vento arriva da lontano e dove mi cimento con le salite della Via Crucis. Arrivata al Santuario di Monte Grisa mi gratifico con una bella discesa, completo il giro e riparto impegnando nuovamente la Napoleonica.
Rifarò il percorso per tre volte, più alcuni giri intorno, sino a raggiungere i 28 km. previsti per l'allenamento di oggi.
Non è stato semplice, con la Bora che soffiava sempre in direzione contraria!
Ero quasi alla metà del terzo giro che l'ennesima sferzata di Bora mi ha fatto venir voglia di fermarmi. Ho dovuto concentrarmi su me stessa: non potevo non completare l'allenamento, non avrei avuto modo di ripeterlo. Ho pensato a tutto quello che avevo già fatto, anche nella preparazione per la prima maratona, e a quello che dovevo ancora fare: non potevo proprio rinunciare.
La corsa è anche un allenamento mentale. Quando affronti distanze più impegnative o quando non sei in forma è fondamentale l'aiuto che può darti la mente. Io sono solita suddividere i miei obiettivi in tanti piccoli traguardi per aiutare corpo e mente a procedere insieme. Superata la crisi, la conclusione è ancora più dolce.




martedì 8 marzo 2016

CORSA E FREQUENZA CARDIACA


Decido di affrontare gli allenamenti di questo mese in modo leggermente diverso.
Può sembrare banale, ma ho pensato di correre valutando la frequenza cardiaca.  In questo periodo mi sento spesso stanca: forse sarà la Primavera, che nonostante le piogge incalza, o forse sarò io, ma è proprio questa spossatezza di fondo che mi convince a fare questa mossa che peraltro valutavo da tempo.
Ho letto qualcosa in proposito, ma non sono sicura su come calcolare i valori di riferimento.
Inizio quindi la settimana con un piccolo test fatto sulla pista d'atletica in compagnia del mio allenatore, forte del fatto che qualunque consiglio lui mi dia io faccio il possibile per metterlo in pratica, vista la fiducia incondizionata che ho in lui e nelle sue capacità.
L'elaborazione dei risultati e l'indicazione dei valori da seguire non si fanno attendere.
La volta successiva devo correre 5 km. a ritmo gara e lo faccio impostando il cardiofrequenzimetro sulla frequenza minima e su quella massima che mi sono state indicate.
Il risultato è soddisfacente: ho rispettato il range per tutto l'allenamento e ho concluso al di sotto del tempo previsto.
... Piccola soddisfazione, ma risultato incoraggiante per me che dopo aver trascorso gli ultimi mesi ad aggiungere chilometro a chilometro sino ad arrivare ai mitici 42 della maratona, adesso cerco passo dopo passo di risparmiare anche solo qualche secondo.
E a proposito di test per verificare il mio livello di preparazione concludo la settimana con la partecipazione alla 38 ° Maratonina Transfrontaliera Città di Gorizia.
Si tratta di una di quelle gare che io definisco per "veri runners", quelli cioè che corrono realizzando tempi che nemmeno nel mio immaginario potrei mai conseguire. Queste gare, benché frequentate, non raggiungono mai numeri elevati di partecipanti e le mie prestazioni sono sempre verso gli ultimi posti della classifica.
Ma un runner è un runner comunque, fedele al credo di gareggiare ogni volta con se stesso e mi appresto ad affrontare la sfida.
Piove a dirotto per tutta la giornata di sabato e per buona parte della notte, ma vado a letto sperando in un miracolo finale. La domenica mattina infatti l'orizzonte mi regala uno sprazzo di sole; il tempo reggerà per tutta la mattinata prima di scatenarsi nuovamente con piogge torrenziali nella serata.
Questa volta sono sola, ma non per questo meno motivata.
Devo percorrere circa cinquanta chilometri per arrivare a Gorizia. Ho preparato tutto la sera prima, persino un cambio scarpe. Porto Pilla in giardino, mi preparo una super colazione e sono pronta per partire. Sono stranamente tranquilla: stanotte sono persino riuscita a dormire, forse proprio perchè affronto la cosa come un allenamento. Alla partenza incontro diverse facce note e chiacchero in attesa dello start.
Ferma vicino al gonfiabile aspetto che il mio Garmin si colleghi al satellite, ma oggi proprio non ne vuole sapere. Lo spengo e lo riaccendo un paio di volte inutilmente e proprio quando sto ormai realizzando che correrò solo basandomi sui cartelli dell'organizzazione che scandiscono ogni chilometro, si sincronizza.
Corro senza sforzare. Non conosco il percorso. Le indicazioni che ho trovato in internet sulla descrizione della gara si rivelano da subito inesatte. Avverto un po' di fatica verso l'ottavo ed il nono chilometro, ma ritrovo subito dopo il mio ritmo. Ogni cinque chilometri circa c'è il ristoro: un sorso d'acqua per sciacquare la bocca e due da bere. Non prendo integratori, non prendo nulla: voglio capire a che livello sono.
Verso il quindicesimo chilometro realizzo che se non cedo sono in linea con la mia ultima mezza, quella corsa sul Lago di Garda a fine novembre sulla scia della maratona di New York dove ho realizzato il mio PB. Non va esattamente così, ma chiudo in 2.10.24 , due minuti e ventotto secondi dopo.
Soddisfatta.

mercoledì 2 marzo 2016

LA MARATONA DEL CUORE


Nonostante non sia per niente soddisfatta di come sto correndo in questi giorni, sabato scorso mi sono iscritta alla Maratona di Zurigo.
Ma come, non riesco a concludere gli allenamenti come dovrei e sono così folle da iscrivermi ad una maratona? Mi sono montata la testa dopo New York?
No, semplicemente l'iscrizione a Zurigo è dettata dal cuore: a Zurigo studia mio nipote e la gara è un'ottima scusa per andarlo a trovare e poi ho davanti ancora otto settimane durante le quali, spero, posso fare ancora molto.
Questa volta mi sto allenando proprio da sola: dopo New York i miei amici si stanno godendo la meritata soddisfazione e corrono senza obiettivi precisi.
Ed io? Io sono partita con tanto entusiasmo come sempre, ma mi mancano le gare preparatorie in gruppo, le ripetute insieme per stimolarci a vicenda, l'impegno verso uno scopo comune.
Domenica ho archiviato la prima tabella, non bene come avrei voluto.
Il tempo non mi ha certo aiutata: la pioggia battente e la Bora mi hanno costretta a fermarmi all'undicesimo chilometro quando in realtà ne avevo in programma ventisette!
Ho concluso il primo mese di preparazione con parecchi dubbi e incertezze.
Confido di ritrovare presto la mia grinta, quella che leggendomi avete imparato a conoscere.