… E altre storie

lunedì 14 marzo 2016

BORA E CORSA


Questo fine settimana ci regala un week di Bora con raffiche sopra i 100/Km orari. La meta si avvicina rapidamente e non posso permettermi di perdere gli allenamenti, soprattutto se si tratta di lunghissimi.
Vista l'impossibilità di correre sul lungomare, mi dirigo sull'altipiano: scelgo il percorso della Napoleonica con ritorno nel bosco lungo la via Crucis sperando che qui la forza del vento si attenui e con il doppio beneficio di sperimentare un po' di salite.
Arrivo al parcheggio a mezzogiorno e fatico a trovare un posto: in queste giornate di vento sferzante i Triestini amano passeggiare alla ricerca di luoghi riparati da dove possano godere la bellezza del paesaggio, soprattutto la domenica prima di recarsi a pranzo in una delle tante trattorie dell'Altopiano.
La Bora ha un fascino tutto suo: o la ami o la odi. Se pulisce il cielo da nuvole e smog però è sempre la benvenuta.
Sono in tanti ad affollare la strada, coperti da sciarpe e berretti: chi passeggia da solo, chi porta il cane; alcuni corrono e molti arrampicano lungo le pareti verticali di roccia che ne caratterizzano l'inizio.
Il sentiero è soleggiato e per gran parte al riparo della Bora. Quando arrivo in prossimità dell'Obelisco però le raffiche si fanno sentire in tutta la loro intensità e nel tragitto verso il quadrivio sono ancora più insistenti. Svolto a fatica verso la Strada Provinciale n. 35; raggiungo il parcheggio delle roulottes e mi inoltro nel bosco dove il vento arriva da lontano e dove mi cimento con le salite della Via Crucis. Arrivata al Santuario di Monte Grisa mi gratifico con una bella discesa, completo il giro e riparto impegnando nuovamente la Napoleonica.
Rifarò il percorso per tre volte, più alcuni giri intorno, sino a raggiungere i 28 km. previsti per l'allenamento di oggi.
Non è stato semplice, con la Bora che soffiava sempre in direzione contraria!
Ero quasi alla metà del terzo giro che l'ennesima sferzata di Bora mi ha fatto venir voglia di fermarmi. Ho dovuto concentrarmi su me stessa: non potevo non completare l'allenamento, non avrei avuto modo di ripeterlo. Ho pensato a tutto quello che avevo già fatto, anche nella preparazione per la prima maratona, e a quello che dovevo ancora fare: non potevo proprio rinunciare.
La corsa è anche un allenamento mentale. Quando affronti distanze più impegnative o quando non sei in forma è fondamentale l'aiuto che può darti la mente. Io sono solita suddividere i miei obiettivi in tanti piccoli traguardi per aiutare corpo e mente a procedere insieme. Superata la crisi, la conclusione è ancora più dolce.




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