… E altre storie

giovedì 9 giugno 2016

RIPOSO OBBLIGATO


Ci sono momenti nella vita in cui bisogna necessariamente fermarsi: si accantonano delle cose e ci si dedica ad altre ... Non è detto che lo scambio sia sfavorevole: semplicemente si riprogrammano i propri impegni e in una giornata in cui gli allenamenti sono già il frutto di un sapiente lavoro di organizzazione, incastro e limatura, la corsa non può che essere rinviata.
Ormai è un mese e mezzo che non indosso le scarpe da running: unica eccezione l' 8 maggio quando ho partecipato alla 21.Green Europe HalfMarathon nella mia città, nella prima domenica di caldo estivo e senza aver corso, dopo la maratona di Zurigo, nemmeno un chilometro.
Per nulla al mondo avrei voluto rinunciare a correre questa gara ed oggi ricorderò questa giornata per  il numero di amici che ho incontrato e non per il personal best su questa distanza che avrei potuto realizzare (e non ho realizzato) sulla scia della maratona.
Correre in casa è un'altra cosa, soprattutto se ti dai appuntamento sin dalle prime ore del mattino con i tuoi "vecchi" compagni di allenamento.
Eravamo più di duemila ad aspettare i bus navetta che ci avrebbero portato a Duino, in prossimità della linea ufficiale dello start: saluti, "in bocca al lupo" e battute fioccavano da tutte le parti; sole e musica facevano il resto. La partenza prevista per le h. 09.50 è slittata di alcuni minuti e nell'attesa fu subito evidente che la giornata sarebbe stata calda, molto calda.
Foto, selfie, battute ... questa volta intorno a me c'erano loro: quelli che mi hanno vista crescere sportivamente, che hanno creduto in me e che oggi mi apostrofano chiamandomi "maratoneta" ... io che maratoneta proprio non mi ci sento, ma che da queste esperienze ho ereditato una grinta invidiabile.


La Bavisela è innanzitutto una festa per la città, a cui tutti vogliono partecipare: l'atleta super-allenato e la famiglia con bimbi e cane al seguito:10.000 persone che con le loro maglie colorate si snodano lungo la strada costiera e confluiscono in Piazza Unità nell'abbraccio collettivo di un'intera città che si stringe intorno a loro.
Questa volta al traguardo mio marito non c'era, bloccato a casa da un incidente in moto che gli ha causato la frattura del ginocchio e per me l'arrivo ha avuto un sapore diverso.
Cercavo con gli occhi i miei genitori, in particolare mia mamma, a cui avevo dedicato una scritta sulla maglia, ma impossibile individuarla tra tutta quella folla.


All'arrivo mi sono sentita comunque chiamare per nome ed ho trovato il volto sorridente di Manuela: abbiamo iniziato a correre insieme tre anni fa poi lei ha abbandonato e ci siamo perse di vista.
Ma la vera sorpresa l'ho avuta quando sono andata a recuperare il mio zaino.
L'organizzazione aveva previsto per la consegna delle borse decine di autobus divisi tra uomini e donne e a loro volta tra numeri di pettorale. Quando sono salita sul mio mi sono trovata di fronte una bella signora bionda che stava finendo di cambiarsi. Non mi ricordo come è stato: se lei ha chiamato me o se io ho chiamato lei, fatto sta che entrambe abbiamo dato voce ad un volto che fino ad un attimo prima era solo un'immagine di profilo su facebook.
Nadia non è di Trieste e noi, dopo aver stretto amicizia proprio grazie a questa passione che ci accomuna (lei però è più veloce di me) ci eravamo già sfiorate in occasione della mezza maratona di Dolo  (La maratonina dei Dogi  - post del 09/04/2016). Un suo commento ad una mia foto mi informava che quella mattina mi aveva vista durante la gara, ma non mi aveva chiamata per non sembrare invadente. Nonostante ci fossimo ripromesse di incontrarci quando sarebbe arrivata a Trieste per la mezza, non avevamo fissato nessun appuntamento: ci ha pensato il caso a farci incontrare facendoci salire entrambe sullo stesso pullman nello stesso arco di tempo, né un attimo prima, né un attimo dopo.
L'8 maggio ho dato un volto anche ad un amico incappucciato. In questo caso ovviamente è stato Francesco a chiamarmi mentre indugiavo al traguardo di Piazza Unità aspettando l' arrivo degli ultimi atleti della maratona. Non avrei mai potuto altrimenti conoscere uno dei fondatori della meravigliosa pagina Bros To Run, che tantissimi runners seguono fedelmente: è stata la classica ciliegina sulla torta. Con Francesco ci eravamo conosciuti mentre stavo preparando New York;  Bros To Run mi ha seguita settimana dopo settimana e alla fine ha pubblicato un mio racconto della maratona, raccogliendo diversi like che mi hanno permesso di conoscere in questo modo altri fantastici runners.
E così, con queste due volti nuovi, ho chiuso la mia ottava mezza maratona.
Da allora ho appeso le scarpette al chiodo e smesso di vagabondare in facebook con il mio blog, ma è una scelta solo momentanea: proprio in questi giorni sto pensando di riprendere gli allenamenti e nella testa mi frulla l'idea di un'altra maratona, ma ... tempo al tempo. Sto vivendo una fase di transazione lavorativa ed ovviamente non posso programmare nulla, ma a breve ritroverò il tempo e le energie per correre. 




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