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lunedì 27 febbraio 2017

17 MARZO 2017 - JERUSALEM MARATHON


Un'altra settimana è passata e mentre il conto alla rovescia comincia ad incalzare ho cercato di impegnarmi al massimo per recuperare il tempo perduto.
Martedì corsa saliscendi, tanto per abituare le gambe al cambio di pendenza; venerdì ripetute, le prime degne di questo nome che ho affrontato dall'inizio di questa preparazione e sabato mattina lungo con diverse salite e un po' di bora (naturalmente contro).
Non è andata male, ma mi mancano i miei lunghissimi. Mi mancano i week end di settembre e ottobre quando mi allenavo per la mia prima maratona ed ogni settimana aggiungevo quattro chilometri al percorso fatto la volta prima; quando correvo fino a sfinirmi e programmavo ogni uscita nei dettagli per avere il giusto rifornimento di acqua lungo il tragitto; quando sapevo come partivo, ma non sapevo come sarei arrivata.
Adesso ho indubbiamente acquisito una certa esperienza, mi muovo con più scioltezza perché so che ce la posso fare: due anni fa l'elemento incognita era preponderante. Oggi l'imprevisto è sempre in agguato, ma aver concluso tre maratone mi da comunque una certa sicurezza.
Eppure ancora oggi in certi momenti mi domando cosa sto facendo, soprattutto quando visito i social e leggo tante testimonianze di veri runners, quelli che raggiungono tempi e prestazioni per me inimmaginabili. Mi domando se è giusto correre delle maratone come le corro io, con l'obiettivo esclusivo di raggiungere il traguardo senza farmi male.  Se è giusto correre per se stessi, senza preoccuparsi troppo delle scarpe, delle calze che usi, del gel e dell'integratore che assumi o del tempo che impieghi.
Ormai sono alla vigilia della quarta maratona e questi pensieri non sono nuovi per me. Quando la partenza si avvicina i dubbi affiorano e mi domando se ho fatto bene a sacrificare il tempo libero per gli allenamenti, se ho fatto tanta fatica per raggiungere cosa in fondo?
Questa sensazione di solito svanisce negli ultimissimi giorni per lasciare il posto all'adrenalina: adrenalina pura e tanto entusiasmo, sempre e comunque. Adesso ho tante cose per la testa: le ultime uscite, il viaggio da organizzare, i documenti, la valuta .... La méta scelta poi mi da' un po' di preoccupazione, non per me, ma per chi mi accompagna: io in fondo l'ho voluto. Ho sentito parlare per la prima volta della maratona di Gerusalemme tre anni fa, quando ancora non avevo mai corso una mezza e subito mi aveva colpito ed ho pensato che sarebbe stato bello andarci un giorno... e così sarà. Mi sono iscritta senza conoscere il percorso, senza sapere nulla, senza preoccuparmi di scegliere una maratona "veloce".
Gerusalemme non ha niente di veloce: dislivello di 500 metri, alternarsi continuo di salite e discese, vicinanza con il deserto...
Venerdì 17 marzo 2017, alle ore sette del mattino partirà la settima edizione della Jerusalem Marathon.
Una data piena di numeri sette, numero ricco di simbologia e di significati... Chissà quale sarà il numero del mio pettorale? Ancora un sette?    

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